Allenare la forza nelle discipline di resistenza

Numerosi studi dimostrano come l’utilizzo di allenamenti di forza abbiano un effetto positivo su molti parametri legati alla prestazione aerobica.

Ci si trova davanti alla necessità di migliorare, attraverso nuovi metodi legati allo sviluppo delle qualità specifiche di forza, tutti gli aspetti della performance:

  • Necessità tattiche di gara (cambi di ritmo, pendenze..);
  • Volate finali che determinano l’esito della gara;
  • Contrastare gli aspetti neuromuscolari della fatica.

Un corretto piano d’allenamento di forza all’interno della programmazione di discipline di resistenza permette di:

  • Migliorare le caratteristiche neuromuscolari per contrastare la fatica;
  • Sviluppare un gesto atletico più potente ed economico;
  • Aumentare le riserve energetiche da gestire in gara;
  • Essere pronti alla situazioni che si verificano durante la competizione.

Una marcata attenzione all’allenamento degli aspetti specifici di forza trova giustificazione nella dimostrazione scientifica che:

  • La velocità e l’economia di corsa nelle discipline d’endurance sono correlate alle qualità neuromuscolari dell’atleta;
  • I danni provocati dall’azione muscolare della corsa sono responsabili del calo di prestazione o della percezione dello sforzo anche quando il sistema è in buone condizioni.

Naturalmente la gestione dell’interazione tra allenamento di forza e quello di resistenza nell’ambito della programmazione non è esenta da problemi e difficoltà; tra le quali:

  • Evitare lo spostamento delle fibre verso una connotazione diversa da quella ottimale;
  • Controllare l’adattamento dei fattori cardiovascolari centrali e periferici;
  • Evitare l’ipertrofia

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